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Il gatto Trent e la sua storia

Un gatto di nome Trent 

Trent è un gatto che, un tempo, si chiamava Nick. A volere questo gatto fu nostra figlia Francesca, amante degli animali quasi quanto suo padre, ma altrettanto della musica. Nick aveva quattro mesi, ma da allora il suo nome è cambiato in un tributo al leader dei Nine-Inch-Nails, band industrial-metal canadese. E questa è la sua storia.

Il gatto di Francesca

Trent è nato 5 anni fa da un gatto bianco (il suo papà era un Maine Coon) e un gatto rosso europeo, la mamma. Insieme hanno dato luce a una cucciolata di cinque gattini. Nostra figlia l’ha preso su Facebook convinta di potersene prendere cura.

gatto primo piano

Trent, il gatto di nostra figlia Francesca

Dopo solo un anno di vita a Milano con il gatto, però, causa i troppi impegni di lavoro Francesca ci chiese di adottarlo e così il gatto vive con noi a Cà Bevilacqua. Pare si trovi perfettamente a suo agio qui in Romagna, considerato che in casa il posto favorito del nostro gatto è il nostro letto matrimoniale e che il suo hobby principale è acciambellarsi comodamente sul cuscino di mio marito! Eppure questo gatto è un po’ speciale. A volta la mia sensazione è che si renda perfettamente conto che è “a casa dei nonni”. Il suo rapporto con nostra figlia Francesca rimane infatti, ancora oggi, unico ed esclusivo. Solo a lei riserva la sua dolce leccatina sul naso, noi non siamo ancora riusciti a convincerlo! Eppure ogni mattina fa le fuse quando suona la sveglia e sa che arrivano le mie coccole sul suo collo. Ma è pur sempre un gatto, e quindi un grande opportunista!

Gatto sì, ma…

Trent è un gatto, e su questo non c’è alcun dubbio, ma ama passeggia spesso insieme a me per il parco. Mi segue trotterellando, tanto che assomiglia molto di più a un cane per via di quel passo spavaldo. Cerca persino la mia attenzione di tanto in tanto e per farsi notare, quando sono distratta, di solito si arrampica su qualche albero, ma senza salire mai troppo in alto, non è nel suo stile…Quando però le parti si invertono, indipendente come tipicamente ogni gatto è, allora tira dritto per la sua strada senza nemmeno uno sguardo.

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Trent si arrampica sugli alberi per attirare la mia attenzione

La parte del leone la fa nelle stalle che abbiamo per il riparo degli animali esotici che vivono nel parco di Cà Bevilacqua (e non sapete quali sono, leggete qua): è questa la zona dove a Trent, come ad ogni gatto che si rispetti, piace in particolar modo cacciare. C’è solo un recinto da cui il gatto se ne sta alla larga, quello di Righetto. Tra i tanti animali che abbiamo, lui, maschio di zebra africana, è quello dal carattere più esuberante, ma Trent non ha voglia di crearsi dei problemi… Anche il grande campo che confina con il nostro terreno gli piace perché sa di trovarci parecchie prede, peccato per il gatto del vicino poi…

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Trent si riposa dopo la caccia nelle stalle

Ma un gatto che dorme nel letto matrimoniale dei padroni di casa, sa ovviamente anche apprezzare la cucina domestica. Così, quando sono in cucina Trent se ne sta sempre lì con me. Non chiede di assaggiare perché non è un gatto particolarmente vorace, mangia se e quando ha fame, tranne in un caso. Di canocchie Trent va proprio ghiotto! Ecco perchè, in fondo, pensa sia un gatto con un anima un pò romagnola…

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